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    Quartiere di Santo Spirito
    Questo itinerario può durare un minimo di mezza giornata come essere diviso in alcuni giorni, se si vogliono visitare alcuni monumenti in dettaglio o dedicarsi allo shopping di antiquariato fiorentino.
    Si può mangiare in ristoranti tipici ancora a buon prezzo dove si parla un "puro dialetto toscano".
    Il percorso è consigliabile a piedi partendo da Porta Romana, raggiungibile con autobus N° 37 o con la navetta del Relais in circa 10 - 15 minuti.
    Periodo consigliato: tutto l'anno, in particolare autunno e primavera; in agosto solo al mattino per il caldo.
    La mappa di riferimento indica le principali tappe del percorso.

    DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO
    Scendendo dalla navetta del Relais Certosa nella P.za di Porta Romana si vede l'antica porta ben conservata chiamata di San Pier Gattolino dal nome di una chiesa trecentesca, poi demolita nel 1545, che fa parte delle mura di Firenze. All'interno delle mura, in piazza della Calza, si nota la biforcazione delle due arterie dirette verso il centro: via dei Serragli e via Romana. Sulla facciata della casa prospiciente Porta Romana dava il benvenuto agli ospiti di Firenze un affresco seicentesco di Giovanni da San Giovanni, sostituito poi da uno moderno di Mario Romoli.
    Il ns. percorso prosegue sulla destra per l'omonima via costeggiando il giardino di Boboli che si può intravedere dai cancelli che ne danno l'accesso. I negozi di Via Romana sono le tipiche botteghe di Firenze ancora usate dagli abitanti del rione per la spesa quotidiana. Dopo circa 800 metri troviamo l'ariosa loggetta neoclassica del grazioso giardino all'inglese Corsi, poi Scarselli.
    In 15 - 20 min. si arriva a P.za Dei Pitti dove si può ammirare la bellissima costruzione in pietraforte, una pietra tipica e solo di Firenze le cui cave erano sulla collina del Piazzale Michelangelo, differente dalla più nota pietra serena che costituisce la maggior parte degli antichi monumenti di Firenze.
    La quattrocentesca residenza voluta da Luca Pitti venne ampliata nei secoli successivi per divenire reggia dei Medici, dei Lorena e dei Savoia ed oggi una delle più importanti sedi espositive della città. Vi si trovano numerosi musei di fama mondiale che offrono al visitatore ampie possibilità di scelta: la splendida pinacoteca della Galleria Palatina collegata con gli Appartamenti Monumentali festosamente arredati, il museo degli Argenti con oreficerie, gemme, avori delle collezioni medicee e lorenesi, la prestigiosa Galleria d'Arte Moderna, l'Andito degli Angiolini adibito a mostre tematiche, gli Appartamenti della Duchessa d'Aosta e del Principe di Napoli, il museo delle Carrozze, la Collezione Contini Bonaccorsi ed il museo del Costume nella palazzina della Meridiana.
    Lungo il lato della piazza opposto a palazzo Pitti si aprono numerose botteghe, alcune delle quali di antica tradizione fiorentina: ateliers per la produzione a mano delle carte marmorizzate e del mosaico con pietre dure, librerie, caffè, antiquari.
    Da piazza dei Pitti sulla sinistra si prende Via Mazzetta Verso P.za S. Spirito. Nelle viuzze adiacenti i 2 lati della strada possiamo esplorare il mondo dei doratori di cornici, dei restauratori di oggetti in metallo, dei fabbri, dei forgiatori di ferri battuti. E poi bisogna entrare nelle botteghe degli intagliatori del legno con cui si può parlare della vita fiorentina della "bottega", per vivere una esperienza indimenticabile fra fiaba e realtà.
    Arrivati in P.za S.Spirito ci si può ristorare in uno dei numerosi bar e ristoranti con tavoli all'aperto durante il periodo estivo o curiosare nei negozi di "civaie" che vendono paglie, attrezzi per il giardino, piccoli animali e sementi o osservare calzolai artigianali che fanno scarpe su misura davanti ai vs. occhi.
    Nell' alberata piazza Santo Spirito, si innalza immensa la mole della chiesa agostiniana di Santo Spirito, la cui origine risale alla metà del Duecento. Fu ampliata nel secolo successivo e poi ricostruita su disegno del Brunelleschi nella seconda metà del Quattrocento. La settecentesca nuda facciata ad intonaco dal contorno sagomatoha offerto spunti di creativa definizione ad un gran numero di artisti.
    L'interno della chiesa è maestoso, con un colonnato continuo in pietra serena ruotante tutt'attorno al perno dell'altare maggiore lungo le navate, i bracci del transetto e l'abside.
    Il Brunelleschi la disegnò intorno al 1444, ma essa non fu compiuta dai successori seguendo lo schema altamente innovativo da lui disegnato. Lo spazio perimetrale è ritmato dalle 38 cappelle semicircolari che contengono una vera pinacoteca fra pale d'altare, paliotti e sculture in larga parte del XV e XVI secolo. Sotto la cupola dal disegno brunelleschiano realizzata da Salvi d'Andrea è sistemato il recinto marmoreo dell'altare maggiore, opera barocca di Giovanni Caccini, pregevole in sé ma dissonante con l'architettura quattrocentesca. Di notevole interesse il Vestibolo con volta a botte e la Sagrestia disegnati da Giuliano da Sangallo.
    Comunque, a prescindere da tutte le modifiche successive, Santo Spirito è una chiesa che testimonia la concezione architettonica del primo rinascimento e l'interno può essere considerato la creazione più perfetta del Brunelleschi. Questo architetto formulò per l'interno una soluzione unitaria che va oltre tutte le costruzioni precedenti. L'elemento di misura comune che sta alla base di tutti gli elementi dello spazio è il cubo, il cui lato misura 22 cubiti fiorentini coperto da cupola.
    Quest' unità di misura è alla base dello spazio riservato al coro e ai bracci del transetto; inoltre la navata centrale si estende per 4 volte la lunghezza di questa misura fondamentale. Nella pianta, le singole campate delle navate laterali corrispondono ad un quarto della grandezza del cubo. Lo stesso vale per il raggio delle cappelle laterali confinanti. La pianta costruita in modo matematico trova la sua prosecuzione anche nella forma dell'alzato. La zona degli archi e gli oculi delle pareti delle navate laterali, con la loro altezza ancora di 22 cubiti, corrispondono alla lunghezza del lato del cubo. Si capisce quindi che alla base della costruzione c'è un sistema geometrico che mette tutte le singole parti in un rapporto logico con il tutto.
    Uscendo sulla piazza si impone, defilato rispetto alla facciata della chiesa, il campanile di Baccio d'Agnolo, alta e robusta sentinella dell'Oltrarno. Nel trecentesco refettorio dal soffitto a capriate, è rimasto un frammento dell"Ultima Cena" di Andrea Orcagna e vi ha sede il Museo della Fondazione Romano.
    Costeggiando il lato destro della chiesa, si prende la prima stradina a sinistra, Via Coverelli, tipica per le sue case , un tempo delle famiglie dei "fiaccherai" (conduttori di carrozze) fino a Via S. Spirito che si percorre girando a sinistra fino a Via dei Serragli, dove ci sono botteghe di antiquari e restauratori di un certo livello. In fondo alla strada si gira a destra verso l'Arno, dove si vede il ponte alla Carraia, senza attraversarlo si gira a destra lungo il lungarno Guicciardini fino al ponte S. Trinita dove si ammira una splendida visione del fiume Arno e del Ponte Vecchio, qui è possibile riprendere la navetta del Relais o l'autobus 37 per il ritorno.
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