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    Quartiere di San Frediano
    Questo itinerario può durare una mezza giornata o più, se si vogliono visitare alcuni monumenti in dettaglio o dedicarsi allo shopping di artigianato fiorentino.
    Si può mangiare in ristoranti tipici ancora a buon prezzo dove si parla un "puro dialetto toscano".
    Il percorso è consigliabile a piedi partendo da Porta Romana, raggiungibile con autobus N° 37 o con la navetta del Relais in circa 10 - 15 minuti.
    Periodo consigliato: tutto l'anno, in particolare autunno e primavera.
    La mappa di riferimento indica le principali tappe del percorso.

    DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO
    Il quartiere di S. Frediano occupa tutta l'area compresa fra il lungarno che va dal ponte Santa Trinità al ponte alla Carraia, le antiche mura che congiungevano Porta San Frediano e Porta Romana, e via dei Serragli. Al suo interno si trovano monumenti come la chiesa del Carmine e del Cestello.
    Scendendo dalla navetta nella P.za di Porta Romana si vede l'antica porta ben conservata chiamata di San Pier Gattolino dal nome di una chiesa trecentesca, poi demolita nel 1545, che fa parte delle mura di Firenze.
    All'interno delle mura, in piazza della Calza, si nota la biforcazione delle due arterie dirette verso il centro: via dei Serragli e via Romana. Sulla facciata della casa prospiciente Porta Romana dava il benvenuto agli ospiti di Firenze un affresco seicentesco di Giovanni da San Giovanni, sostituito poi da uno moderno di Mario Romoli.
    Il ns. percorso prosegue sulla sinistra prendendo via dei Serragli e lasciando alle spalle P. Romana dove, sulla sinistra, si possono vedere i giardini Torrigiani che costituiscono un esempio dello stile romantico dell'inizio dell'Ottocento. La torre costruita da Gaetano Baccani era adibita a "specola" astronomica e nei suoi piani erano ospitate una biblioteca, una raccolta di strumenti astronomici, e sulla sommità una terrazza scoperta per l'osservazione del cielo. (per una visita ai giardini mettersi d'accordo con la reception dell'albergo, essendo privati).
    Proseguendo sempre per via dei Serragli, il quartiere si fa più vivo, aumentano i negozi; sulla sinistra in 10 minuti si incontra Via S. Monaca che ci conduce direttamente a P.za del Carmine. Sull'angolo con via dei Serragli si può ammirare il grazioso tabernacolo con l'immagine della "Madonna col Bambino e Santi" affrescato da Lorenzo di Bicci.
    P.za del Carmine, è una splendida piazza dove si affaccia l'omonima chiesa e si può vedere la cupola del Cestello; ristoranti e bar con tavolini all'aperto consentono una piacevole sosta.
    La chiesa di Santa Maria del Carmine, deve la sua fama agli affreschi di Masaccio e Masolino nella rinascimentale cappella Brancacci. La cappella, situata sul lato orientale del transetto, fu risparmiata insieme al suo pendant, la barocca cappella Corsini con i capolavori del Foggini e di Luca Giordano, dal disastroso incendio del 1771 che distrusse ampie parti della chiesa gotica risalente al 200. Intorno al 1775 seguirono la ricostruzione barocca e la ristrutturazione dell'interno.
    Gli orari della visita sono: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato: dalle 10:00 alle 17:00
    martedì: chiuso
    domenica e festività religiose infrasettimanali: dalle 13:00 alle 17:00
    La biglietteria chiude alle ore 16:45
    La prenotazione è obbligatoria sia per la visita alla Cappella sia per tutte le attività.
    La permanenza massima consentita all'interno della Cappella Brancacci è di 15 minuti.
    Nella Sala del Cenacolo viene proiettato, ogni ora, il filmato multimediale L'occhio di Masaccio, uno straordinario racconto per di testi approfonditi, del magnifico ciclo delle Storie di San Pietro affrescato da Masolino, Masaccio e Filippo Lippi.
    Un invito ad avvicinarci ai capolavori della Cappella Brancacci con occhi antichi, gli occhi degli artisti e dei lettori di immagini del Quattrocento fiorentino.
    Il film L'occhio di Masaccio, costituisce il primo momento della visita alla Cappella Brancacci e alla Chiesa del Carmine ed è fruibile, mediante cuffie a raggi infrarossi, anche da un pubblico straniero grazie alle traduzioni simultanee in inglese e francese. Ogni ora tutti i giorni (tranne il martedì).
    La cappella Brancacci non è raggiungibile dall'interno della chiesa: vi si può accedere attraverso un'entrata separata. a destra della facciata. Gli affreschi della cappella risplendono, grazie all'opera di restauro, del loro primitivo splendore. Con il loro realistico linguaggio figurativo, la loro esatta prospettiva centrale, la profonda individualizzazione delle figure e la drammaticità densa di emozione umana, questi dipinti rappresentano una pietra miliare nella storia dell'arte occidentale.
    Fra le opere risaltano l'affresco di Masolino: il Peccato originale e quello di Masaccio: La Cacciata dal Paradiso Terrestre, entrambi del 1425 Straordinariamente innovativo per quel tempo fu il trattamento pittorico della luce messo in atto da Masaccio, che utilizzò il chiaroscuro per definire con efficacia i volumi corporei.
    Da notare inoltre: la Crocifissione di Pietro di Filippino Lippi e la Guarigione dello storpio di Masolino; La Resurrezione di Teofilo del Masaccio e del Lippi con il particolare della foto . Uscendo come in entrata si passa attraverso il chiostro dove ci sono i servizi ed un negozio di libri e ricordi.
    Da P.za del Carmine si va in Via Borgo San Frediano cuore del quartiere e girando a sinistra ci troviamo in vie dal nome caratteristico dei mestieri dell'epoca, citiamo come esempio via dei Tessitori, Via dei Cardatori, qui hanno sede alcuni restauratori di mobili e note manifatture artigiane dell'arte della seta e della lavorazione dell'argento.
    Vi si producono stoffe di seta pregiata secondo la tradizione quattrocentesca, quando Firenze primeggiava nella lavorazione dei broccati con ben 83 botteghe. Qui ha sede anche il museo della seta in via dei Bartolini.
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