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Centro di Firenze
P.za Frescobaldi - Ponte S. Trinita - Chiesa S. Trinita - Palazzo Strozzi
Piazza della Signoria - Uffizi - Ponte Vecchio - Palazzo Pitti
Questo itinerario ci porta nel cuore del Centro storico di Firenze dove consigliamo di visitare alcuni monumenti, ma nello stesso tempo perdersi, passeggiando per le strade minori, scoprendo la città nei suoi angoli più nascosti.
Il percorso da fare a piedi partendo da Piazza Frescobaldi raggiungibile con autobus N° 37 o con la navetta del Relais Certosa in circa 15 - 20 minuti.
Periodo consigliato: tutto l'anno.
DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO
Arrivati in P.za Frescobaldi si nota subito il Ponte a S. Trinita e sulla destra la Fontana dello Sprone, opera di Andrea di Michelangelo Ferrucci. Risalente al 1608, il singolare e decorativo arredo urbano costituito da un mascherone che getta acqua nel sottostante bacile a forma di conchiglia, esalta lo spigolo a cuneo della cantonata. L'acqua è potabile e intorno ci sono negozi di alimentari , di antiquariato e ristoranti.
A piedi superiamo il Ponte che nel 1944 fu abbattuto dai tedeschi in ritirata e ricostruito nel 1952 da R. Gizdulich. Copia fedelissima del ponte costruito dall'Ammannati.
La sua storia lunga e travagliata, è fatta dei vari crolli in seguito alle piene dell'Arno: l'originale, in legno, risale al 1252. In seguito venne sostituito da uno in pietra crollato nel 1333. Fu, allora, Taddeo Gaddi a ricostruirlo, ma nel 1557 rovinò. Per volere di Cosimo I l'Ammannati ne progettò uno nuovo. Alle quattro estremità si possono osservare le Stagioni, bellissime statue collocate nel 1628 segno zodiacale e emblema di Cosimo I, se osservati dal fiume, sembrano seguire con lo sguardo il navigante. Superato il ponte Santa Trinita , da cui si gode un unico panorama dei palazzi fiorentini possiamo vedere sulla destra il Palazzo Spini-Feroni.
Questo antico palazzo-fortilizio della fine del Duecento, ancora merlato alla guelfa, fu fra le prime opere che vide cimentarsi nell'arte dell'architettura il giovane Arnolfo di Cambio, allora allievo di Lapo Tedesco. Il palazzo è attualmente sede del museo della scarpa e della casa di moda Salvatore Ferragamo, di cui fanno mostra i negozi a piano terra prospicienti P.za S. Trinita.
La piazza, di dimensioni non grandi, conserva l'andamento irregolare degli spazi urbani medievali. La sua formazione è infatti strettamente legata all'insediamento religioso dei Vallombrosani, l'Ordine benedettino riformato da san Giovanni Gualberto. La riforma promossa dal santo fiorentino, fautore della lotta contro la simonìa dei vescovi di Firenze (ossia la vendita per denaro di cariche ecclesiastiche).
Nel centro della piazza si alza la Colonna della Giustizia donata nel 1560 dal papa Pio IV° a Cosimo I dè Medici che là volle collocarla. Infatti, proprio in tal punto, egli aveva appreso la notizia della vittoria a Marciano riportata dalle sue truppe sul ribelle Pietro Strozzi. La colonna, di ottimo porfido, proveniva dalle terme romane di Caracalla.
Infine la Chiesa di Santa Trinita che fu fondata nella seconda metà dell'XI secolo al di fuori della cinta muraria di epoca romana, che correva lungo l'attuale via Tornabuoni, fu ampliata e trasformata in forme gotiche agli inizi del '300. La facciata, in pietra forte, fu realizzata su progetto del Buontalenti alla fine del '500.
L'interno è una basilica a 3 navate su una pianta acroce egizia, da notare le cappelle laterali leggermente rialzate rispetto al piano delle navate.
La Cappella Sassetti presenta un ciclo di affreschi raffigurante storie di S. Francesco d'Assisi e la pala con L'Adorazione dei Pastori. Tutte queste opere sono di Domenico Ghirlandaio e risalgono al 1450 - 1485 circa. Sono opere di un'arte rinascimentale matura, i contorni delle figure sono precisi e il gioco delle luci rende luminose tuttora le immagini. Da notare come le scene sono ambientate nella Firenze contemporanea all'autore e fra i personaggi rappresentati si possono notare persone influenti di quel periodo storico: per esempio nell'affresco: La conferma della regola, si può notare la figura di Lorenzo il Magnifico accanto al banchiere Sassetti e sullo sfondo la Loggia dei Lanzi.
Camminando verso Via Tornabuoni si incontra Palazzo Strozzi, splendido palazzo in pietraforte, di architettura rinascimentale iniziata nel 1489 sotto la direzione di Simone del Pollaiolo detto il "Cronaca" su progetto di Benedetto da Maiano per volontà di Filippo Strozzi che volle per la propria famiglia. Il palazzo ha l'aspetto di una piccola fortezza a base rettangolare, su due piani. Secondo lo stile del XV secolo, la facciata è simmetrica e lineare, massiccia al piano terra e più liscia e slanciata nei piani superiori. Continuando il nostro itinerario nel cuore della Firenze rinascimentale, da P.za Strozzi andiamo in Via Porta Rossa e proseguendo sulla sinistra arriviamo al mercato del Porcellino dove ci sono interessanti bancarelle con prodotti artigianali come lavori in paglia, ricami, borse e prodotti in pelle.
Il mercato è ospitato in un loggiato completamente ricostruito tra il 1449 e il 1551 da Giovan Battista del Tasso, su ordine di Cosimo I. Anticamente sede del mercato delle stoffe, è comunemente conosciuta come Loggia del Porcellino in ricordo della statua del cinghiale (Opera di Pietro Tacca, copia di una scultura marmorea di epoca classica conservata agli Uffizi e datata 1612) che si trova al fianco della costruzione.
Dal mercato del Porcellino continuiamo su Via Guicciardini, dove iniziano le botteghe degli orafi più famosi che continuano sul Ponte Vecchio. Oppure possiamo andare in P.za della Signoria per ammirare il Palazzo Vecchio e girare per piccole strade come via de Georgofeli sede dell'omonima accademia. L'accademia fu fondata a Firenze il 4 Giugno 1753 per iniziativa di Ubaldo Montelatici, Canonico Lateranense, allo scopo di far continue e ben regolate sperienze, ed osservazioni, per condurre a perfezione l'Arte tanto giovevole della toscana coltivazione. Fu questo, in Europa, il primo esempio di una associazione pubblica di "ingegni intesi al perfezionamento dell'Agricoltura". L'ingresso secondario sede della Torre dei Pulci è stato completamente ricostruito dopo l' attentato del 1993.
Da qui consigliamo di andare verso gli Uffizi e percorrendo il corridoio vasariano fino al Ponte Vecchio dove si possono ammirare le opere degli orafi fiorentini e il panorama dell'Arno dalla loggia centrale.
Il Ponte Vecchio oltre che simbolo della città, famoso per le botteghe di orafi che lo popolano dandogli un aspetto romantico e vitale, venne ricostruito nel 1345 da Taddeo Gaddi e Neri di Fioravanti per sostituire l'antico ponte di epoca romana più volte abbattuto dalle piene dell'Arno. Ha saputo imporsi alla storia, infatti, fu l'unico ponte della città che i Tedeschi risparmiarono durante la ritirata del 1944. Presenta tre grandi arcate e ospita un busto di Benvenuto Cellini di Raffaello Romanelli.
Nelle viuzze dall'altra parte dell'Arno si trovano piccoli ristoranti degni di una sosta. Proseguendo si arriva a Piazza Pitti dove si può riprendere la navetta dell'Hotel Relais Certosa o l'autobus.
Piazza della Signoria - Uffizi - Ponte Vecchio - Palazzo Pitti
Questo itinerario ci porta nel cuore del Centro storico di Firenze dove consigliamo di visitare alcuni monumenti, ma nello stesso tempo perdersi, passeggiando per le strade minori, scoprendo la città nei suoi angoli più nascosti.
Il percorso da fare a piedi partendo da Piazza Frescobaldi raggiungibile con autobus N° 37 o con la navetta del Relais Certosa in circa 15 - 20 minuti.
Periodo consigliato: tutto l'anno.
DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO
Arrivati in P.za Frescobaldi si nota subito il Ponte a S. Trinita e sulla destra la Fontana dello Sprone, opera di Andrea di Michelangelo Ferrucci. Risalente al 1608, il singolare e decorativo arredo urbano costituito da un mascherone che getta acqua nel sottostante bacile a forma di conchiglia, esalta lo spigolo a cuneo della cantonata. L'acqua è potabile e intorno ci sono negozi di alimentari , di antiquariato e ristoranti.
A piedi superiamo il Ponte che nel 1944 fu abbattuto dai tedeschi in ritirata e ricostruito nel 1952 da R. Gizdulich. Copia fedelissima del ponte costruito dall'Ammannati.
La sua storia lunga e travagliata, è fatta dei vari crolli in seguito alle piene dell'Arno: l'originale, in legno, risale al 1252. In seguito venne sostituito da uno in pietra crollato nel 1333. Fu, allora, Taddeo Gaddi a ricostruirlo, ma nel 1557 rovinò. Per volere di Cosimo I l'Ammannati ne progettò uno nuovo. Alle quattro estremità si possono osservare le Stagioni, bellissime statue collocate nel 1628 segno zodiacale e emblema di Cosimo I, se osservati dal fiume, sembrano seguire con lo sguardo il navigante. Superato il ponte Santa Trinita , da cui si gode un unico panorama dei palazzi fiorentini possiamo vedere sulla destra il Palazzo Spini-Feroni.
Questo antico palazzo-fortilizio della fine del Duecento, ancora merlato alla guelfa, fu fra le prime opere che vide cimentarsi nell'arte dell'architettura il giovane Arnolfo di Cambio, allora allievo di Lapo Tedesco. Il palazzo è attualmente sede del museo della scarpa e della casa di moda Salvatore Ferragamo, di cui fanno mostra i negozi a piano terra prospicienti P.za S. Trinita.
La piazza, di dimensioni non grandi, conserva l'andamento irregolare degli spazi urbani medievali. La sua formazione è infatti strettamente legata all'insediamento religioso dei Vallombrosani, l'Ordine benedettino riformato da san Giovanni Gualberto. La riforma promossa dal santo fiorentino, fautore della lotta contro la simonìa dei vescovi di Firenze (ossia la vendita per denaro di cariche ecclesiastiche).
Nel centro della piazza si alza la Colonna della Giustizia donata nel 1560 dal papa Pio IV° a Cosimo I dè Medici che là volle collocarla. Infatti, proprio in tal punto, egli aveva appreso la notizia della vittoria a Marciano riportata dalle sue truppe sul ribelle Pietro Strozzi. La colonna, di ottimo porfido, proveniva dalle terme romane di Caracalla.
Infine la Chiesa di Santa Trinita che fu fondata nella seconda metà dell'XI secolo al di fuori della cinta muraria di epoca romana, che correva lungo l'attuale via Tornabuoni, fu ampliata e trasformata in forme gotiche agli inizi del '300. La facciata, in pietra forte, fu realizzata su progetto del Buontalenti alla fine del '500.
L'interno è una basilica a 3 navate su una pianta acroce egizia, da notare le cappelle laterali leggermente rialzate rispetto al piano delle navate.
La Cappella Sassetti presenta un ciclo di affreschi raffigurante storie di S. Francesco d'Assisi e la pala con L'Adorazione dei Pastori. Tutte queste opere sono di Domenico Ghirlandaio e risalgono al 1450 - 1485 circa. Sono opere di un'arte rinascimentale matura, i contorni delle figure sono precisi e il gioco delle luci rende luminose tuttora le immagini. Da notare come le scene sono ambientate nella Firenze contemporanea all'autore e fra i personaggi rappresentati si possono notare persone influenti di quel periodo storico: per esempio nell'affresco: La conferma della regola, si può notare la figura di Lorenzo il Magnifico accanto al banchiere Sassetti e sullo sfondo la Loggia dei Lanzi.
Camminando verso Via Tornabuoni si incontra Palazzo Strozzi, splendido palazzo in pietraforte, di architettura rinascimentale iniziata nel 1489 sotto la direzione di Simone del Pollaiolo detto il "Cronaca" su progetto di Benedetto da Maiano per volontà di Filippo Strozzi che volle per la propria famiglia. Il palazzo ha l'aspetto di una piccola fortezza a base rettangolare, su due piani. Secondo lo stile del XV secolo, la facciata è simmetrica e lineare, massiccia al piano terra e più liscia e slanciata nei piani superiori. Continuando il nostro itinerario nel cuore della Firenze rinascimentale, da P.za Strozzi andiamo in Via Porta Rossa e proseguendo sulla sinistra arriviamo al mercato del Porcellino dove ci sono interessanti bancarelle con prodotti artigianali come lavori in paglia, ricami, borse e prodotti in pelle.
Il mercato è ospitato in un loggiato completamente ricostruito tra il 1449 e il 1551 da Giovan Battista del Tasso, su ordine di Cosimo I. Anticamente sede del mercato delle stoffe, è comunemente conosciuta come Loggia del Porcellino in ricordo della statua del cinghiale (Opera di Pietro Tacca, copia di una scultura marmorea di epoca classica conservata agli Uffizi e datata 1612) che si trova al fianco della costruzione.
Dal mercato del Porcellino continuiamo su Via Guicciardini, dove iniziano le botteghe degli orafi più famosi che continuano sul Ponte Vecchio. Oppure possiamo andare in P.za della Signoria per ammirare il Palazzo Vecchio e girare per piccole strade come via de Georgofeli sede dell'omonima accademia. L'accademia fu fondata a Firenze il 4 Giugno 1753 per iniziativa di Ubaldo Montelatici, Canonico Lateranense, allo scopo di far continue e ben regolate sperienze, ed osservazioni, per condurre a perfezione l'Arte tanto giovevole della toscana coltivazione. Fu questo, in Europa, il primo esempio di una associazione pubblica di "ingegni intesi al perfezionamento dell'Agricoltura". L'ingresso secondario sede della Torre dei Pulci è stato completamente ricostruito dopo l' attentato del 1993.
Da qui consigliamo di andare verso gli Uffizi e percorrendo il corridoio vasariano fino al Ponte Vecchio dove si possono ammirare le opere degli orafi fiorentini e il panorama dell'Arno dalla loggia centrale.
Il Ponte Vecchio oltre che simbolo della città, famoso per le botteghe di orafi che lo popolano dandogli un aspetto romantico e vitale, venne ricostruito nel 1345 da Taddeo Gaddi e Neri di Fioravanti per sostituire l'antico ponte di epoca romana più volte abbattuto dalle piene dell'Arno. Ha saputo imporsi alla storia, infatti, fu l'unico ponte della città che i Tedeschi risparmiarono durante la ritirata del 1944. Presenta tre grandi arcate e ospita un busto di Benvenuto Cellini di Raffaello Romanelli.
Nelle viuzze dall'altra parte dell'Arno si trovano piccoli ristoranti degni di una sosta. Proseguendo si arriva a Piazza Pitti dove si può riprendere la navetta dell'Hotel Relais Certosa o l'autobus.
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