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    Centro Storico di Firenze
    Cattedrale di Firenze; S. Maria del Fiore, salita sulla cupola, Battistero, Campanile di Giotto - Chiesa di S. Maria Novella e Farmacia storica del Convento.

    Questo itinerario è il cuore del Centro storico di Firenze dove consigliamo di visitare i monumenti più conosciuti, cogliendone alcuni aspetti particolari, se siete in forma una salita sulla cupola o sul campanile (450 scalini circa) vi farà godere una delle viste più suggestive della città.
    Il percorso da fare a piedi partendo da Piazza Duomo raggiungibile con la navetta del Relais Certosa in circa 15 - 20 minuti.
    Periodo consigliato: tutto l'anno.
    Arrivati in P.za Duomo si consiglia di girare intorno alla chiesa, ammirando la costruzione, ma anche i negozi che ci sono intorno che rappresentano l'artigianato più elaborato della città come le antiche fabbriche di orologi Panerai, carte da scrittoio e penne, gioielli e libri antichi.

    DUOMO

    Fino alla metà dell' XI sec. il Duomo della città di Firenze fu San Giovanni, destinato poi a Battistero, in seguito la cattedrale fu Santa Reparata. Nel 1294 si pensò di fare una chiesa più grande e fu incaricato Arnolfo di Cambio. La costruzione della chiesa proseguì lentamente, dopo la morte di Arnolfo vi lavorò Giotto, Andrea Pisano, il Talenti. Nel 1420 Brunelleschi inizia la costruzione della Cupola.
    Il duomo vene consacrato nel 1436. La costruzione della chiesa, con pianta a croce romana, durò 140 anni, e rimase incompiuta la facciata, completata da Emilio De Fabris nel 1875. Il Duomo è grandioso nel suo stile gotico; al suo interno, si ammira la splendida linea architettonica pura, che non ha i giochi del marmo né le decorazioni tipiche del gotico. Della chiesa, si possono ammirare gli archi che si susseguono, e la fermezza dei pilastri e delle volte, su cui è impostata la splendida Cupola di Filippo Brunelleschi .
    La struttura definitiva da lui elaborata e messa in atto consiste in una doppia cupola in mattoni apparecchiati a spina di pesce, alta 91 metri, assolutamente autoportante e basata su un inedito sistema di centine mobili anzichè fisse (cosa appunto impossibile date le dimensioni). La cupola esterna, a vele e costoloni angolari di pietra, risultava più vasta e "gonfiante" di quella interna, di cui tuttavia ripeteva esattamente il profilo a sesto acuto.Si consiglia vivamente di fare i 450 gradini per rendersi conto della struttura e ammirare il panorama della città dalla sommità.
    Troviamo sempre all'interno opere del Ghiberti, di Paolo Uccello, di Gaddo Gaddi. Sulle porte delle Sacrestie si trovano le lunette di Luca della Robbia, nella cappella dell'Abside c'è la Deposizione di Michelangelo. Nel pavimento dell'Abside sinistra è tracciato lo gnomone, che è una grande meridiana, realizzata dall'astronomo fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli, che la costruì per per calcolare il Solstizio d'Estate quando il Sole, alle 12.15 e 58 secondi ora solare del 21 Giugno, passando attraverso la bronzina all'interno della cupola del Duomo entra perfettamente nel cerchio di marmo bianco di 90 cm di diametro appositamente creato sul pavimento della chiesa.

    CAMPANILE DI GIOTTO

    Il Campanile fu iniziato da Giotto nel 1334 ed è considerato una delle opere architettoniche più importanti d'Italia. Dopo la morte di Giotto, avvenuta nel 1337, i lavori furono proseguiti da Andrea Pisano e portati a termine da Francesco Talenti nel 1359. Alto oltre 84 metri, a pianta quadrata, è la più alta testimonianza dell'architettura gotica fiorentina del Trecento. Presenta dei rafforzi angolari che salgono fino al coronamento a sbalzo orizzontale, ed è completamente fasciato da liste e specchi di marmo verde, bianco e rosa.

    BATTISTERO
    A pianta ottagonale, interamente rivestito di lastre di marmo bianco e verde di Prato, il Battistero è coperto da una cupola ad otto spicchi poggiante sulle pareti perimetrali, mascherata all'esterno dall'elevazione delle pareti sopra l'arcata del secondo livello e da un tetto a piramide schiacciata . Il Battistero che vediamo oggi è il frutto dell'ampliamento di un primitivo Battistero, risalente al IV-V secolo. Gli scavi dell'ultimo secolo hanno effettivamente rivelato resti di costruzioni romane sotto il Battistero e sotto il Duomo. Nel pavimento, infatti, alcune grate danno luce ad un sotterraneo dove sono conservati resti di una casa romana con pavimenti a mosaico con motivi geometrici. Le parti più significative dell'arredo scultoreo dell'edificio sono i tre portali di bronzo di Andrea Pisano e Andra Ghiberti.

    PORTA SUD DI A. PISANO
    La più antica, è quella sud, che era originariamente collocata ad est e poi sostituita con quella detta del 'Paradiso' del Ghiberti; venne commissionata allo scultore Andrea Pisano, che la realizzò tra il 1330 e il 1336. Essa mostra nei venti scomparti superiori gli episodi della vita del Battista e nei restanti otto, le Virtù cristiane.
    Il fregio che la racchiude, scolpito alla metà del Quattrocento, fu realizzato da Vittorio Ghiberti, figlio di Lorenzo Ghiberti. Di Vincenzo Danti, del 1570, il gruppo bronzeo con il Battista, il suo carnefice e Salomè, posto sulla trabeazione.
    Lorenzo Ghiberti: Porta nord 1403-1424

    PORTA NORD
    La porta nord, fu la seconda ad essere realizzata. Fu il banco di prova durante il concorso del 1401, vinto poi da Lorenzo Ghiberti e da cui uscirono sconfitti diversi artisti, tra i quali ricordiamo Brunelleschi e Jacopo della Quercia. Sostanzialmente impostata come la porta sud, rappresenta nelle venti formelle superiori scene del Nuovo Testamento e nelle otto formelle inferiori gli Evangelisti e i quattro Padri della Chiesa. I battenti, ornati dalle storie della vita di Cristo, sono sempre di Lorenzo Ghiberti, mentre sulla trabeazione vediamo il gruppo della Predica del Battista di Giovan Francesco Rustici. Sopra la finestra, l'aquila di Calimala che sorregge il 'torsello'.

    PORTA DEL PARADISO
    Infine la porta est, detta da Michelangelo la porta del Paradiso, il capolavoro ormai pienamente rinascimentale del Ghiberti e dei suoi aiuti, tra cui Luca della Robbia. Ghiberti e la sua bottega, ottennero senza concorso la commissione della porta che venne realizzata in un formato diverso dalle altre due, in dieci grandi formelle.
    Questi riquadri, che illustrano scene dell'Antico Testamento, non sono più vincolati dalla cornice gotica, ed anzi propongono nuove soluzioni prospettiche e lo 'stiacciato' donatelliano. Le sculture sopra la porta, del 1502, sono opera di Andrea Sansovino e di Innocenzo Spinazzi. Da notare, ai lati della Porta del Paradiso, due colonne di porfido, donate in regalo dai pisani ai fiorentini, per l'aiuto militare fornito loro nel 1117 in difesa dai Lucchesi, mentre la flotta pisana era impegnata alle Baleari contro i musulmani.

    Terminata la visita al complesso del Duomo consigliamo una passeggiata di 10 min. fino a Piazza S. M. Novella attraverso via Cerretani e Via dei Banchi; qui si ammira la splendida facciata della chiesa a intarsi di marmo bianco e nero: iniziata nel 1300, sarà poi completata nel 1470 da Leon Battista Alberti . L'interno della Basilica ospita una serie di opere che portano la firma di Giotto, Orcagna, Brunelleschi, Ghiberti, Benedetto da Maiano, Masaccio, Ghirlandaio e Filippino Lippi. Nel Chiostro sono visibili affreschi di Paolo Uccello e della scuola fiorentina dal XIII al XV secolo.
    Uscendo dalla chiesa si percorre la piazza in tutta la sua lunghezza fino ad arrivare in via della Scala dove al N° 16 si trova una delle più antiche farmacie del mondo l' "Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella" che consigliamo assolutamente di vedere e... sentire.

    L'Officina racchiude nelle sue sale, come in uno scrigno, dei veri gioielli: affreschi, arredi ed antichi strumenti di farmacia e soprattutto i suoi prodotti, una gamma vastissima di preparazioni che riescono ad affascinare anche il pubblico più esigente. Nessuno, infatti, varcato il portale d'ingresso potrà mai dimenticare l'indescrivibile universo di profumi che aleggia nell'aria: è la magia del pot-pourri, la sapiente miscela di fiori ed erbe dei colli fiorentini, dall'inconfondibile aroma frutto della lunga stagionatura negli antichi orci di terracotta. L'Antica Farmacia lega le sue origini a quei frati domenicani che nel 1221 si stabilirono in Firenze.
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